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Arte

 

E’ più corretto chiamare questa sezione "Arte religiosa" perché come quasi in tutti gli insediamenti di montagna e per lungo tempo, arte, fede e religione, sono stati un tutt’uno. La chiesa di Rhêmes-Saint-Georges è presumibilmente la prima testimonianza di questa simbiosi che dura da millenni e se ne trova traccia fin dal IX sec. in documenti risalenti al 1176. Distrutta e ricostruita più volte, si ritrovano tracce attendibili nel XVI sec., purtroppo gli elementi tardo gotici di questo periodo sono molto confusi anche a causa di successivi restauri. Rimangono tracce significative del periodo barocco, legate soprattutto ad arredi attualmente conservati nell’erigendo museo in una cappella a lato dell’altare maggiore. Nella prima metà del ‘600 sorgono molte cappelle, una in ogni villaggio, spesso dedicate a santi che riconducono la fede alle necessità del quotidiano e ai bisogni della vita montanara. Più tardi, a partire dal XIX sec., si segnalano abbellimenti e trasformazioni artistiche. Risalgono a questo periodo le statue di Santa Barbara, di Notre-Dame des Victoires, di Luigi Gonzaga. E’ però molto importante l'impulso pittorico sviluppatosi a metà dell‘800. Il pittore Jean-Laurent Grange è l’artefice di quasi tutti gli affreschi e trompe-l’oeil realizzati nella chiesa principale e nelle cappelle dei villaggi. Il primo e forse il più famoso affresco del Grange riguarda la decorazione della facciata di una casa nel villaggio di Mélignon. Purtroppo questo periodo non durò a lungo e già dal 1880 non si ha più traccia del rinnovamento artistico e lentamente segue o anticipa uno spopolamento della montagna. L’arte ha lasciato però una traccia significativa in ogni villaggio e per approfondire questo argomento si rimanda al capitolo dedicato alle chiese e cappelle.